5 Comments

Grazie Alberto, come sempre l'articolo è molto interessante completo e veloce da leggere.

Mi permetto solo di commentare la parte relativa alla guida (tecnica o non tecnica) delle aziende, a mio modesto parere la suddivisione tra “tecnici e non tecnici” non aiuta molto a indentificare a pieno l’identikit del manager moderno.

Un manager deve essere in grado di comprendere temi complessi d’accordo, ma non necessariamente in autonomia, per cui la sua competenza "tecnica" deve consentire di affrontare e risolvere un problema aziendale utilizzando a pieno: tecnologie, metodologie, processi, dati e capacità neuronali sue e delle risorse che l’azienda gli mette a disposizione.

Di conseguenza convengo con te che oggi (ma forse anche ieri?) non possiamo accettare manager che non sanno accendere un computer o che non sanno cosa è un momento di una distribuzione, ma dobbiamo però pretendere che viva/usi l’azienda come parte dei suoi meccanismi altrimenti abbiamo fatto un investimento “anche notevole” e senza un vero ritorno.

Auguri

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Ciao Mario, sottoscrivo quello che dici, in particolare l'idea di "vivere l'azienda" come condizione necessaria per essere efficaci.

Il mio punto è che, su settori ad altissima complessità tecnologica come l'AI, il livello di competenza tecnica considerato accettabile in Italia per un manager è troppo basso! Poi è naturale che un manager non sarà un super specialista tecnico, esattamente come un Tech Lead non è un Engineering Manager... la questione è a quale altezza mettiamo l'asticella :)

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Grazie Alberto, non condivido tutto ma questo articolo ed i tanti altri che hai scritto in precedenza permettono di chiarirsi bene le idee su quello che sta succedendo e farsi un idea propria.

Grazie mille!

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Grande Alberto, avrei voluto scrivere io questo articolo. Grazie mille per tutti gli spunti

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Grazie Giuseppe, sono contento che ti sia piaciuto!

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